lunedì 8 dicembre 2008

BUONA FESTA DELL'IMMACOLATA A TUTTI!


(il palco allestito ieri sera per festeggiare l'Immacolata a via Regina Margherita)
Se vi dovesse capitare di pernottare a Castellammare di Stabia, la mia città, nella notte tra il 25 e il 26 novembre, non abbiate paura se ... verso le 5 del mattino, più o meno, vi capiterà di sentire la musica di una banda "Taratata ta ta ta ta ...", seguita da uno scoppio improvviso di petardi "ta tarata tarata tata" e da una voce che recita così "Fratielle e surelle o'rosario a Maronn!"
E' iniziato il periodo più magico dell'anno, la dodicina dell'Immacolata.
Sto cercando di trasmettervi l'emozione che sto provando in questo momento nel cercare di descrivere questa tradizione unica e bellissima che ogni anno vive la mia città e che a me manca da morire, visto che da sei anni mi sono trasferita ad Angri.
Quella di cui vi parlo è una tradizione molto molto particolare e da sola non sarei stata capace di esprimervela al meglio, per cui ho chiesto un aiuto illustre, il Libero Ricercatore è un sito tutto su Castellammare che si propone semplicemente di raccogliere aneddoti, immagini e storie di personaggi che possano arricchire la storia della nostra bella città e, ovviamente, una parte è dedicata alla tradizione dell'Immacolata a Castellammare, io ve ne propongo un estratto, è una storia bellissima, leggetela con me ...
(i fuochi d'artificio sparati dopo la funzione religiosa, che per poco non mi cadevano in testa per fare la foto)
"La tradizione del “dare la voce”, è senza dubbio, una delle pratiche più antiche e caratteristiche, alle quali ancor oggi è possibile assistere. Prettamente stabiese, la voce di “Fratièlle e surelle”, echeggia alle prime ore del mattino, nel periodo della cosiddetta “Dodicina”, cioè, nei dodici giorni che precedono l’otto di dicembre in cui ricorre la festa dell’Immacolata Concezione.
Il periodo di origine di questa tradizione popolana (non ancora precisato), dovrebbe, risalire alla fine del ‘700, o quanto meno alla metà dell'800, quando le coste di una Castellammare di pescatori e marinai, furono palcoscenico di una tragedia marinaresca, della quale si tramanda, fu protagonista un pescatore stabiese, unico superstite di un naufragio.
Per maggiore precisione descrittiva, inseriamo il magistrale racconto della sciagura, tratto dall’opuscolo “Fratièlle e surelle” di Alminni, nel quale l’autore scrive:
“Una barca o un “paranziello” come lo vogliamo chiamare, una volta fu sorpreso da una forte tempesta. La barca si dibatteva in balìa delle onde (...) Un colpo di vento più forte preso appieno nella randa, spezzò l’albero di maestra. Un colpo di mare spazzò via i marinai dalla coperta e poco dopo la barca fu inghiottita dal mare. È superfluo dire che a bordo l’equipaggio non era dotato della benché minima misura di sicurezza quali salvagente o cose del genere. Uno dell’equipaggio era appunto il marinaio della nostra storia; egli si dibatteva tra le onde, aggrappato ad un pezzo del pennone. La tempesta imperversava malignamente, accanendosi in malo modo contro questo povero naufrago. (...) La riva era quasi vicina, ma il marinaio non se ne rendeva conto per il buio e perché stremato dalla grande fatica per nuotare tra le onde burrascose. Si dibatteva tra le mareggiate, aggrappato ad un tronco dell’albero maestro, spezzatosi durante la tempesta; intorno c’erano lampi, tuoni e saette e l’uomo, stanco com’era, lanciò un urlo quasi bestiale e, stringendo nella mano “l’abetiello” che aveva appeso al collo, invocava: “Mamma, Mamma ‘e tutt’‘e Mmamme, aiutame tu!” Improvvisamente gli apparve una luce così forte e accecante che la notte gli sembrò giorno. Un fascio di luce si sprigionò da una finestra, comparsa d’improvviso sul mare. Dalle onde gli sembrava che salisse una musica celestiale, come suonata da mille angeli. (...) Nel chiarore della finestra all’improvviso si stagliò la sagoma maestosa di una grande Signora dal volto delicato e pietoso, con gli occhi luccicanti rivolti verso il cielo, come per implorare lassù l’Onnipotente; aveva le braccia protese verso il basso, come se fossero stanche e le mani rivolte verso il mare, come a proteggere e ad accogliere sotto il suo manto il figlio in pericolo. La bella Signora era tutta vestita di un bianco immacolato e aveva sulle spalle un grosso manto celeste, trapuntato di stelle.

(l'altra statua dell'Immacolata che è posta sempre a via Regina Margherita, io ci passo tutti i giorni per andare a lavoro!)
Era la grande Mamma; il naufrago la riconobbe dall’aureola di stelle che le cingeva il capo. Non c’erano dubbi, era l’Immacolata Concezione che gli tendeva le braccia per trarlo in salvo! L’emozione fu tanta che perdette i sensi. Quando si svegliò, era sull’arenile (...) tra le assi e i rottami della sua barca sparsi un po’ dovunque e che, con lui, il mare aveva spinto verso la spiaggia. Fradicio d’acqua, anche se stremato e privo di forze, si rese conto che era l’alba. La prima luce del giorno, i primi raggi del sole, lo sorpresero riverso sulla spiaggia, tutto infreddolito e dolorante. (...) Finalmente fu avvistato da gente del posto, uomini, donne e bambini, riconosciutolo, gli facevano festa a gran voce. Ma egli non riusciva ancora a capire il perché tanto era intontito. (...) All’improvviso tutto gli fu chiaro, rivide ciò che gli era capitato: “L’ho vista affacciata alla finestra, che mi tendeva le braccia! Era la Madonna ! Era la Madonna !” e continuava a ripeterlo come a se stesso e, alla fine, cadde in ginocchio con le mani giunte, invitando tutti i presenti con l’appellativo di fratelli e sorelle ad imitare il suo gesto. “E mò, tutti insieme, diciamo il Rosario alla Madonna, incominciando “dall'AUMMARIA!” Esortò l’uomo salvato e così il primo Rosario del marinaio venne recitato sull’arenile, intorno ad un grande falò, per potersi riscaldare. E forse, in ricordo di questo straordinario evento la vigilia della festa dell’Immacolata si usa ancora accendere i falò nelle strade...” (...) Ancor oggi, il motivo del “dare la voce” è di natura religiosa, per cui, chi si dedica a tale pratica, lo fa per assolvere ad un voto per grazia ricevuta; un particolare significativo, poco considerato, che la dice lunga sulla devozione alla Madonna di chi si dedica al “dare la voce”, è caratterizzato dalla costante presenza che egli offre vita natural durante per assolvere questo compito, svolto tra l’altro, anche in cattive condizioni meteorologiche (pioggia, freddo e vento) e in periodi di malattia. Come vuole la tradizione, quindi, “Fratièlle e surelle” esegue la cantilena per l’intera “dodicina”, per esortare i fedeli a recarsi in chiesa, al fine di recitare il Rosario alla Madonna.
Chi dà “la voce” identificato con l’appellativo di “Fratièlle e surelle”, oggi, è presente quasi in tutti i quartieri di Castellammare"

Ecco, qui finisce il racconto de il Libero Ricercatore, colgo l'occasione per ringraziare Maurizio Cuomo per la disponibilità che ha dimostrato nei miei confronti, permettendomi di utilizzare questo materiale.
Io aggiungo che, sulla scia della tradizione religiosa, con la notte dell'Immacolata si apre, per gli stabiesi, ufficialmente, il periodo delle festività natalizie, molti seguono la "voce" tutti i giorni e vanno in chiesa a recitare il Rosario, ma la maggior parte vi si reca in massa, nella mattina dell'8 dicembre, alla prima messa delle sei , quindi si passa la notte ad aspettare la voce di "Fratielle e surelle" e quale modo migliore di passare la nottata se non ... giocando?
Si, ci riuniamo nelle case di amici e parenti a grupponi, si mangia, si gioca a carte, a tombola e altro, poi magari si scende a fare un giro in città per ammirare i 'fucaracchi'', i falò che i giovani di ogni quartiere organizzano già mesi prima raccogliendo legna in ogni dove e col tempo si è creata una sorta di 'gara' tra i quartieri a chi fà il falò più alto, poi si aspetta la 'voce' per poi seguirla tutti inseme ed assistere al suggestivo ingresso in chiesa di chi da la voce, che è sempre una persona cha ha fatto un voto alla Madonna. La tradizione è particolarmente a viva a via Regina Margherita, dove ho fatto le foto, lì è nata una vera e propria associazione per mantenere in vita il culto dell'Immacolata e ogni anno si allestisce un palco dove viene recitato il Rosario e la Messa e dove, anni fa, si faceva anche un vero e proprio spettacolo di canzoni napoletane.
Ho tantissimi ricordi legati alla notte dell'Imacolata, le prime 'nottate' a casa dell'amica al piano di sotto, poi, la prima comitiva, io, sempre assonnata, che non riuscivo a resistere, l'aria pungente del primo mattino, la stanchezza che però ti passava quando sentivi la banda, la messa che sembrava sempre troppo lunga, la fatica di resistere al sonno e ... il ritorno a casa, dove mamma si era alzata anche lei all'alba per farmi trovare ...

... queste delizie: zeppolelle di patate dell'Immacolata e struffoli che stamattina ho voluto provare a fare io per la prima volta con le sue ricette.Tante 'nottate' le ho passate a casa della mia amica-sorella, lei è stata una delle prime a sposarsi nel 1995, quindi casa sua era meta di molti raduni, ora molte cose sono cambiate, abbiamo quasi tutti dei bambini e le nottate non le facciamo quasi più ma non manco mai di fare una passeggiata per le ve del centro la vigilia dell'Immacolata e così ho fatto ieri con la mia amica ...

(la mia amica Mena a destra, io ... a sinistra)
Intanto vi lascio con qualche immagine della preparazione dell'albero a casa mia stamane, mentre io pasticciavo, i miei uomini ...

sabato 6 dicembre 2008

BLOG ... INFLUENZATO!

Spero di riprendermi presto, ma ... per ora, nella mi cucina, troverete solo ...... un abbraccio a tutti quelli che passeranno!

venerdì 5 dicembre 2008

LA BUONA NOVELLA ...

Non voglio fare pubblicità a prodotti editoriali ma, ieri sono stata in libreria perchè volevo pendere al mio bambino un libro sul Natale, per cercare di fargli capire che questa festa non è, o perlomeno non è solo l'Albero con i regali, e sì perchè, non per colpa sua, credo che sia questo ciò che ha incamerato della festa di Natale da tanti messaggi che riceve tutti i giorni, allora siccome a lui piacciono le storie e la sera, prima di addormentarsi ne leggiamo tante, ho deciso di provare così e, dopo un primo tentativo fallito in un negozio dove, appunto, tutti i libri in copertina avevano Babbo Natale, l'Albero addobbato e una montagna di regali e il titolo variava da "Il mio primo Natale", "Il libro del Natale"(!!!), ieri sono entrata in una libreria, diciamo 'seria' e ho subito trovato quello che cercavo.

Questo bellissimo libro-presepe che, finalmente, racconta la storia della nascità di Gesù con parole semplici ed illustrazioni chiare ed adatte anche a bambini piccoli, in più è un vero presepe, perchè contiene 24 sagome che si staccano per andare a formare il gruppo presepiale che vedete sulla copertina, davvero una bella idea per coinvolgere i bambini in un gioco diverso, non trovate?
Ma mentre stavo per andar via, perchè la commessa mi aveva ricordato che era anche ora dichiusura, il mio sguardo è stato attirato da questo,
Quel titolo "La Buona Novella" mi ha particolarmente colpito e quando ho letto la didascalia che lo commentava, ho subito deciso di comprarlo:
"La Buona Novella contiene un messaggio che, al di là della fede religiosa di ognuno, mantiene inalterata la sua unicità e la forza dirompente verso ogni forma di pregiudizio. Questo libro, che una volta aperto diventa un vero e proprio Presepe, è dedicato ai bambini di oggi, costretti a convivere con una serie di segnali contraddittori e ripropone, nei giorni di Natale, quello straordinario e limpidissimo messaggio"
... messaggio che io voglio condividere con tutti voi:

C'era una volta una notte stellata
e ci passò una stella incantata
l'aria era fredda, la notte quieta
e ci passò una stella cometa.
Passa la stella e tutto intorno
si accende il cielo come di giorno
cantano gli angeli, cantan gli uccelli,
e si risvegliano pastori e agnelli.

Si sveglia l'uomo più rcco del mondo,
la principessa e il vagabondo
e si ritrovano sotto la stella
per ascoltare la buona novella.
A mezzanotte in una capanna
è nato un bimbo alto una spanna
non ha stufa né fuocherello
ma lo riscaldano il bue e l'asinello.

Un bimbo è nato e parla d'amore
a donne e uomini di ogni colore,
parla per chi lo vuole ascoltare,
oltre il deserto, oltre i monti, oltre il mare.

Dice che importa se il tuo vestito
è nuovo nuovo o tutto sgualcito
se sei un atleta o vai in carrozzella
se hai i pantaloni o la gonnella,

se non sai leggere e hai ottant'anni
o sei famoso e nel fiore degli anni,
se hai gli occhi a mandorla oppure rotondi,
se i tuoi capelli son neri o son biondi,

se hai quattro nonni e neppure una zia,
se la tua lingua non è la mia,
se sei Simone, Alì, Masha, Stella,
ti chiamerò fratello, sorella.













mercoledì 3 dicembre 2008

A TUTTA PATATAAAAAA!!!!!!!!

Eccomi ... non so perchè, ma da quando ho il blog mi sento in 'dovere' di postare qualcosa ogni giorno e quando mi perdo tra il lavoro, che in questo periodo è più frenetico, virus vari che sembrano stare bene a casa mia ... arghhhh... via.... via ....!!!, passa un giorno ... due ... non riesco a trovare il tempo per fare un bel post come dico io e 'sta cosa mi scoccia ... poi però vado con il pensiero ad una cosa bella che succede sabato e mi rassereno!
GRAZIE SIMO!
Ho ricevuto un altro premio dalla dolce Simo 'manidifata', che in questi giorni ci sta incantando davanti al suo blog anche con le sue preparazioni natalizie extra-culinarie. Questo premio lo passo pari pari ad Ady che ieri ha vissuto una bruttissima esperienza e così ... voglio starle vicino ...

poi passiamo alla raccolta più patatosa di tutta la blogosfera ... e chi la poteva lanciare???
Ma ... solo LEI!!!


INSALATA DI PATATE "FILOMENA" CON CROSTINI DIPANE E BURRO SALATO AL PREZZEMOLO
Hi hi hi, già mi vedo la faccia della mia amichetta quando le dirò che le ho intitolato quest'insalata, con il suo nome per intero, poi, che lei odia, però chiamarla 'Insalata Mena', mi sembrava troppo ... troppo veloce, ecco, invece sul 'Filomena' ci si può indugiare pensando a quello che ci sarà in quest'insalata che avrei anche potuto chiamare 'tedesca' perchè la mia amichetta e di nascita 'allemanna', nata e vissuta a Mering fino all'età di nove anni e questa ricetta se la porta dietro proprio da lì ... e io ogni tanto gliela chiedo perchè mi piace proprio tanto ... ma qualche giorno fa ho voluto prepararla io.
Scusate la foto ... pessima, ma mentre la stavo addentando mi è venuta in mente Viviana con il suo 'nido di patate' e ho pensato che poteva anche andare bene ...
Dunque io ho usato:

5 patate medie
1 vasetto piccolo di cetriolini sott'aceto
1 confezione di wurstel di pollo
1 cucchiaio di maionese leggera con yogurt
1 filoncino di pane bianco
burro
prezzemolo tritato

allora ho lessato le patate e le ho pelate ancora calde, poi ho lasciato che si raffreddassero e ho preso il vasetto di cetriolini, versando il liquido di conservazione direttamente sulle patate, non so dirvi con precisione la quantità, amalgamandolo alle patate ve ne renderete conto, poi ho cominciato a tagliare a pezzetti i cetriolini, i wurstel e ho unito alle patate insieme ad una generosa cucchiaiata di maionese leggera.
Dopo aver mescolate per bene il tutto ho messo in frigo dove più tempo stanno e meglio è ...
... nel frattempo ho affettato il filoncino, ho messo sulla teglia del forno le fettine di pane, le ho fatte bruscare un pò in forno e le ho servite nel piatto accanto ad una pallina di burro salato al quale avevo precedentemente amalgamato del prezzemolo tritato, che abbiamo gustato spalmandolo sul pane.

martedì 2 dicembre 2008

PREMI E ... LA TORTA AL CIOCCOLATO ... SENZA UOVA DI ROXINA!




BENTORNATA A CASA ELLE!

Sta ragazza è proprio eccezionale ...
Non appena tornata ha già pensato a distribuire regali ...
GRAZIE MILLE ELLE!
I tuoi premi mi rendono in particolar modo felice!
Io cerco sempre di passare i premi e cerco di ricordarmi persone che non ho premiato già, ma ... potrei anche toppare ... mi perdonereste vero, nel caso?
Questi li voglio passare a nuove amiche food-bloggers che ho scoperto in questi giorni, ma che voi già conoscete! Dunque premio ...
e Fiofiò per cercare di tirarle un pò su il morale ...

Ed ora, il dolce di domenica ...

Ultimamamente scopiazzo tanto da qui ... (spero che lei non me ne voglia!) e l'ultimo 'furto' è avvenuto domenica con questa torta ... per me magica!
Si. ero molto scettica sull'assenza di uova e, infatti, sono stata decisa fino all'ultimo momento, se fare questa o una crostata, ma poi la curiosità di provare questo impasto ha avuto la meglio e ... meno male!!!
Perchè è buonissima, è cioccolatosissima, fin troppo forse, e la crema ... mmmm ... golosa, golosa ...
Eccovi la ricetta direttamente dal blog di Roxina:
per la torta

200 gr di farina
250 gr di zucchero
100 gr di cacao (io ne ho messi 70)
1 bustina di lievito per dolci
250 gr di latte
cannella
scorza grattugiata di mezzo limone

Mettete in una ciotola la farina, lo zucchero, il cacao, il lievito e la cannella, mescolate gli ingredienti e infine unite lentamente il latte e il limone, amalgamate bene il tutto e poi versate l’impasto in una teglia imburrata ed infornare a 175° per 30 minuti.

Nel frattempo che cuoce potete preparare la crema con

25 gr di nocciole tritate
25 gr di mandorle tritate
200 gr di mascarpone
200 gr di nutella
100 gr di panna fresca non montata

io l'ho fatta a mano e ho semplicemente mescolato tutto insieme facendo amalgamare per bene, poi l'ho messa in frigo e quando la torta si è ben raffredata, l'ho sistemata su un vassoio e, con l'aiuto del mio maritino l'ho tagliata in due e farcita con questa dolcissima crema.
A noi è piaciuta proprio tanto e, come ho detto a Roxina, ho intenzione di fare delle variazioni sulla base di questo impasto ...


... l'ultima fetta l'ho gustata stamattina con una bella tazza di thè ... e sì ... ormai c'ho preso gusto!

IDEUZZE PER "HAND MADE GIFTS"!

Con questo piccolo post mi piacerebbe partecipare alla raccolta lanciata da Jelly:

Nel primo 'pacchetto' ci sono i biscottini morbidi al profumo di limone che ho postato proprio pochi giorni fà, la ricetta infatti la trovate qui ... però li avevo preparati già l'estate scorsa per l'onomastico di mia cugina e devo dire che feci un figurone ...


... anche questi tozzetti alle nocciole sono stati protagonisti di un post ad ottobre scorso, infatti, li ho preparati per regalarli a mia cognata in occasione del suo onomastico e sono stati molto graditi ... e poi adesso sono proprio in tema ... la ricetta di questi la trovate qui ...
Grazie a Jelly per la sua bella idea che ci sarà molto molto utile nei prossimi giorni!

lunedì 1 dicembre 2008

PRANZO DELLA DOMENICA!

BUON INIZIO SETTIMANA A TUTTI E BUON MESE DI DICEMBRE!!!
Oggi vi posto il nostro panzo di ieri. Per primo un gustoso piatto di fettuccine alla bolognese ... bhè diciamo che questa è la mia bolognese, non so se è il procedimento originale, io l'ho sempre fatta così e mi piace ma sono aperta a consigli, critiche e probabili varianti!
300 gr fettuccine
500 gr macinato magro di manzo
2 pelati da 400 gr passati
olio evo
cipolle
carote
sedano
vino bianco
sale q.b.
faccio soffriggere in una pentola alta cipolle, carote e sedano in olio evo, poi aggiungo la carne macinata e faccio rosolare, dopo un pò verso 1\2 bicchiere di vino bianco e lascio sfumare a fuoco alto, poi abbasso la fiamma, aggungo i pomodori pelati passati, aggiusto di sale e faccio cuocere con coperchio per circa 40\50 minuti, ma io controllo continuamente la cottura, e, quando il sugo si è ben addensato secondo il nostro gusto, metto a bollire l'acqua per la pasta, cuocio le fettuccine e le condisco direttamente nella pentola con tanto tanto sugo e carne ... a noi piace così, è un'abbondante spolverata di parmigiano reggiano.
Per secondo ho fatto queste costolette d'agnello buonissime, semplicemente cotte in padella dove avevo gia fatto rosolare un aglio vestito, messo la carne, lasciato rosolare e poi ho aggiunto un pò di spezie: rosmarino, timo, maggiorana e fatto cuocere fino a doratura completa della carne.
Il tutto accompagnato da queste 'baguettine' che ho fatto con l'impasto dei panini in un minuto di Roxina

ho provato a stendere l'impasto e poi arrotolarlo come per le baguette, ho spalmato un pò d'olio evo e messo un pò di sale fino sulla superficie e cotto in forno a 180° per circa 20 minuti e devo dire che il risultato ci ha davvero soddisfatti, è un pane buono e morbido, adattissimo da fare quando si ha poco tempo.
Il dolce però ve lo posto domani!

Buon appetito!