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mercoledì 19 gennaio 2011

CAFFE' E PASTICCINO CON NOI PER FESTEGGIARE SAN CATELLO?

Eh si, anche se sono quasi le cinque, a casa mia vi sarà offerto sempre e solo il caffè...in questo siamo molto poco anglosassoni!!!
Buon pomeriggio, io oggi sono a casa dal lavoro perchè si festeggia San Catello, patrono di Castellammare di Stabia, nonchè onomastico del mio babbo! Ed anche se mezza acciaccata da sintomi influenzali molto potenti, coliche e doloretti vari gli ho voluto ugualmente preparare un dolcino da servire per i parenti e amici che stasera verranno a fargli gli auguri...
... Laurè, questo è il mio croccante, da migliorare sicuramente però anche come primo esperimento mio papà ha gradito molto nonostante...fosse reduce da una seduta odontoiatrica appena ieri:(...
... biscotti di pasta frolla alla mandorla ricoperti di cioccolato fondente (semplicemente ho unito alla pasta frolla una manciatona di mandorle, metà tritate, metà intere e ho poi fatto delle palline che ho schiacciato con le mani e fatto cuocere dopodichè ne ho rivestito un lato di ciocco fondente... buonissimi!!!) , paste di mandorla con ciliegia candita...
...paste di mandorla senza la ciliegia candita (la mia insostituibile ricetta per le paste di mandorla viene da qui)e idem come sopra....
... ancora croccante e un pò di variazioni con la pastafrolla, al cioccolato, alla crema pasticcera e amarene, ai canditi...
... oppure preferite un babà con crema pasticcera e crema chantilly al limoncello e amarena?
Servitevi pure io intanto metto su la caffettiera...anzi la faccio mettere al mio babbino che come lo fa lui il caffè... manco il grande Eduardo!!!
Vi bacio tutti in fronte gioie e faccio tanti auguri di buon onomastico al mio papà, e siccome San Catello è pochissimo conosciuto al fuori delle mura stabiesi, vi rimando a questo mio post per conoscere qualcosa in più su questo 'strano' nome...

martedì 20 gennaio 2009

UN PO' DI DELUSIONE E SAN CATELLO

Eccomi ... innanzitutto voglio ringraziare di vero cuore tutti coloro che sono passati a leggere il post precedente e hanno tenuto le dita incrociate per me ... grazie davvero ma ... purtroppo tutte le nostre dita non sono bastate ... la convocazione si è risolta in un nulla di fatto ... l'incarico è andato ai due colleghi che mi precedono in graduatoria ... anche se ... va bè ... non posso dire niente, sarà per la prossima volta!

E poi ancora ...
1000 volte GRAZIE
per tutti i premi che mi avete donato, ora li raccolgo tutti con calma e li posto appena ho pensato anche a chi passarli!!!
Oggi voglio invece parlarvi di una festa ... si della festa del Patrono di Castellammare di Stabia che a casa mia è molto sentita in quanto mio padre, in qualità di 'stabiese doc' ne porta il nome, infatti ieri è stato l'onomastico di mio papà ... eh no ... non si chiama Mario ... si chiama Catello ... ok ... ripeto C-a-t-e-l-l-o ... è un nome particolare, lo so, forse sconosciuto al di là dei confini stabiesi e di pochi altri paesi strettamente limitrofi ma è un Santo al quale siamo molto legati e io oggi voglio parlarvene un pò avvalendomi del prezioso materiale del Libero Ricercatore, il sito che è la memoria storica di Castellammare e a tal proposito volevo tributare un grazie particolare a Maurizio Cuomo che nè è il responsabile e a tutti gli altri collaboratori, per il lavoro certosino di raccolta del materiale che fanno, animati solo dal più fervido amore per la nostra bella città!!!
Innanzitutto ve lo presento ...

... ecco questo è il nostro San Catello, ed ora alcuni cenni storici tratti da qui ...
[...Catello Specifico della Campania, è accentrato lungo l’arco del Golfo di Napoli, riflette il culto di San Catello, vescovo di Stabia nel VI secolo, patrono di Castellammare di Stabia (Napoli), dove il nome è ampiamente diffuso; alla base è il soprannome e poi nome individuale latino tardo Catellus, da catellus, diminutivo di catulus, “cucciolo”... ]

"La storia di San Catello, vescovo di Stabia e patrono della città di Castellammare di Stabia, purtroppo, non è ben chiara. Avvolta nel mistero e per alcuni tratti contraddittoria, la vita del Santo, fu trascritta per la prima volta dall'Anonimo sorrentino in un manoscritto risalente alla fine del IX sec. Intento a raccontare la storia di Sant'Antonino abate di Sorrento (strettamente collegata alla vita di San Catello), l'anonimo nei suoi antichi scritti, menzionando le vicissitudini che legano i due Santi, ha rilasciato numerose tracce descrittive anche di San Catello.
L'incontro tra i due Santi avvenne nella seconda metà del VI secolo, quando Sant'Antonino (monaco benedettino), scampato alla furia devastante del popolo longobardo, dopo diversi giorni di profugo cammino, giunto a Stabia, fu accolto dal vescovo Catello. In seguito divisero le fatiche apostoliche; ritiratisi eremiti sul monte Aureo, ebbero la celeste visione dell'arcangelo Michele, dove fecero innalzare un tempio in suo onore. Vittima di calunnia, con la quale lo si accusava di aver abbandonato i fedeli e la sua chiesa, il vescovo Catello fu sospeso e condotto prigioniero nelle carceri di Roma perché giudicato colpevole da Papa Pelagio II. Catello, uomo di fede, accolse la momentanea ingiusta decisione con estremo spirito di sopportazione chiudendosi in contemplazione.
Stretto in continua meditazione ed ispirato da sapere divino, Catello predisse al diacono, (suo temporaneo custode di cella) la sua futura elevazione a pontefice.
Alla morte di Papa Pelagio II (anno 590), la predizione fatta anni prima nelle carceri ebbe ad avverarsi: il diacono carceriere, fu eletto Papa con il nome di Gregorio Magno.
Leggenda vuole che, Papa Gregorio Magno, grazie alle rivelazioni avute in sogno da un monaco benedettino (presumibilmente sant'Antonino), avendo in ricordo la predizione di Catello (fatta anni addietro nelle carceri), lo riconobbe innocente. Finalmente scarcerato, Catello fu accolto festosamente dal popolo stabiese.

La statua lignea (immagine sopra), in origine interamente indorata, posta sull'altare nella cappella di San Catello della Concattedrale di Santa Maria Assunta e San Catello di Castellammare di Stabia, viene portata in processione dai fedeli stabiesi il 19 gennaio (festa liturgica) e la II domenica di Maggio (celebrazione del patrocinio). La statua del Santo Vescovo, venne commissionata nel 1604 a uno scultore napoletano di nome Giovanni Battista, e portata a Stabia il 16 Gennaio 1609. Il Santo è inginocchiato su un cuscino, con la testa fiera, eretta, con le braccia incrociate sul petto, vestito con gli abiti pontificali (Mitra - Piviale - Pastorale) in atteggiamento di preghiera a Dio e di incoraggiamento e conforto al popolo.
Il culto di San Catello fu approvato dalla Sacra Congregazione dei Riti il 13 Settembre del 1729, attribuendo la venerabilità di patrono di Castellammare di Stabia."
A San Catello sono attribuiti parecchi grandiosi miracoli, uno dei più importanti è sicuramente quello d'aver salvato la città di Castellammare dall terribile eruzione del Vesuvio dell'aprile 1906 ...
" [... Erano parecchi giorni che il Vesuvio esplicava la sua attività distruttrice sulle fertili campagne ed i ridenti ed industri borghi, che giacciono ai suoi piedi [...] La pioggia di cenere vesuviana arrivò nella lontana Puglia, a Foggia, a Barletta ad Andria, a Bari. Non bastò superò l’Adriatico, [...] Che ne era intanto della nostra città di Castellammare di Stabia [...]la sventura sarebbe repentinamente scesa sul nostro capo, se non fosse intervenuta la potenza del sovrannaturale, se un angelo tutelare non avesse disteso le ali e ci avesse salvati. Ad un miracolo dobbiamo la nostra salvezza, e di questo miracolo tutti furono testimoni. Una orrenda nube gravida di cenere si agitava sul nostro capo, l’aria era diventata scura, quando il popolo, atterrito dall’imminente ed inevitabile pericolo, accorse nella Cattedrale ad implorare la protezione e l’aiuto del nostro venerando protettore S. Catello. E’ un fatto: i cuori più duri si commossero, tutti piansero ed unanime preghiera si levò al cielo mentre rigorose braccia tolta la statua di S. Catello dalla nicchia ed accomodatela sulla piramide la trasportarono sulla banchina ove mille grida risuonavano [...]Miracolo! Miracolo! Gridò il popolo reso devotissimo dall’imminente sciagura, e… mirabile a dirsi la nube si dilatò dal nostro capo dileguandosi, mentre le correnti laviche, già avanzate, si arrestavano [...]"
Ecco l'episodio raffigurato in prezioso dipinto del pittore stabiese Francesco Filosa conservato nella nostra Cattedrale ...
... e questo è l'Arco di San Catello, antica porta della città ... vedete l'edificio in fondo? Bhè ... lì c'è lo studio medico dove lavoro io ... mi ha fatto molto piacere mostrarvi questo scorcio storico della mia città al quale sono molto legata e che oggi è parte integrante della mia vita in quanto, pur abitando a 6 km di distanza, sono lì tutti giorni per lavoro e ne sono contenta perchè è il cuore della città!!!
Ora vado a smaltire un pò di magone dovuto alla delusione di stamane ... ma tranquilli ... domani sarò pronta a postarvi dolci e dolcetti fatti in questi giorni, ok?
Buonanotte a tutti!